Rilancio questa notizia della BBC, Details of 100m Facebook users collected and published. Stando all’articolo, un esperto di sicurezza informatica ha voluto dimostrare che, con le impostazioni di default sulla privacy, è possibile accedere con eccessiva facilità ai dati degli utenti di Facebook. Il consulente infatti ha utilizzato un’applicazione per raccogliere automaticamente le informazioni di 100 milioni di iscritti e ha pubblicato via torrent il file con i risultati.

Il problema, insomma, non è legato alla vulnerabilità del sito costantemente sotto il tiro degli hacker, ma a come Facebook tutela gli utenti, in particolare i meno esperti, dai furti d’identità: è un fatto che la gestione della privacy sia poco intuitiva e che le impostazioni iniziali siano piuttosto blande; d’altro canto, il punto di forza del  social network è proprio la semplicità con cui è possibile effettuare ricerche e trovare risultati. Inoltre, l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca delle pagine personali degli utenti è sicuramente il principale veicolo di visitatori per il sito, e questo interesse va contro la riservatezza degli utenti.

La questione privacy è lungi dall’essere risolta.

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